ANTIFONA D’INGRESSO

Il Signore ha nutrito il suo popolo
con fior di frumento,
lo ha saziato di miele della roccia.

VANGELO

Gv 6,51-58

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Parola del Signore

RIFLESSIONE

La presenza di Gesù ha nell’apparenza la fragilità di un pezzo di pane, ma andando a fondo e fidandosi della sua Parola e della testimonianza di tanti altri credenti di ieri e di oggi, questa presenza è vera e potente. Gesù è Dio che si è fatto carne e questa offerta non si è limitata solo alla storia di 2000 anni fa nella terra di Palestina. Questa presenza continua anche oggi, nell’Eucarestia che celebriamo (così come Gesù ha detto ai suoi) e anche nella vita. E noi stessi con la fragilità della nostra carne, segnata dal limite del corpo e delle nostre paure e sbagli, diventiamo il corpo di Cristo nel mondo. Siamo un corpo che a volte appare malato e debole, ma proprio per questo ci ritroviamo ogni domenica in Chiesa perché il Corpo di Cristo ci ridia slancio e coraggio nella vita cristiana di ogni giorno. (La Chiesa.it)