ANTIFONA D’INGRESSO

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore da tutta la terra;
splendore e maestà dinanzi a lui,
potenza e bellezza nel suo santuario.

VANGELO

Mt 4,12-17

+ Dal Vangelo secondo Matteo

Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: «Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta». Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».

Parola del Signore

RIFLESSIONE

“Il popolo immerso nelle tenebre ha visto una grande luce”… La Scrittura si realizza in Gesù: Lui è la luce che illumina le nostre ricerche della Verità; Lui percorrendo le nostre strada indica la Via; Lui dà senso alla nostra Vita. Chi è questo Gesù? C’è chi risponde intellettualmente, chi emotivamente, chi superficialmente, chi lo segue subito, chi dopo un po’,… Ma Lui sconvolge e cambia il percorso della storia, inserendo la sua presenza, il suo passaggio, il suo interrogativo. La risposta si fa cammino, diventa un percorso: anche chi non aderisce a Lui, si confronta con questa realtà del Regno, si mette in gioco nella vita per un confronto che, al di là dell’esito apparente, è comunque costruttivo. La forza del messaggio di Gesù sta proprio nell’essenzialità e nella semplicità che in ciascuno di noi nella vita di ogni giorno scompare nelle realtà del fare. Gesù riprende nell’essere della persona il centro energetico che lo fa vivere, lo fa risuscitare a realtà antiche e nuove: l’essere quello che si è. Nel nostro vivere quotidiano, dove le ombre della morte giacciono spesso sulle realtà della vita, abbiamo bisogno che rifulga la sua luce.